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Near silence. ALMARE presenta KMRU e ODEDE

Ascoltare i territori sulla soglia dell’udibile


mer 7 ottobre ore 21:00

L’inquinamento acustico è riconosciuto come uno dei tre principali fattori di rischio ambientale per la salute, accanto a quello atmosferico e agli effetti delle temperature estreme. Secondo il rapporto Environmental Noise in Europe pubblicato dall’Agenzia Europea dell’Ambiente nel 2025, un terzo della popolazione europea è esposto a livelli di rumore superiori alle soglie considerate sicure dall’OMS. E le conseguenze del rumore ambientale non riguardano soltanto gli esseri umani. Molte specie animali dipendono dal suono per orientarsi, comunicare, individuare fonti di cibo, evitare predatori e riprodursi: la presenza costante di rumori antropici può rendere alcuni habitat inadatti alla sopravvivenza.

Near Silence è un progetto prodotto e curato da ALMARE che coinvolge il sound artist kenyota di base a Berlino KMRU e il filmmaker kenyota Odede. Near Silence pone al centro della sua ricerca le quiet areas, territori caratterizzati da bassi livelli di rumore antropico e strumento amministrativo regolato dalla Direttiva dell’Unione Europea sul Rumore Ambientale per la tutela dei paesaggi sonori silenziosi. Attraversando questi luoghi, il progetto riflette sul suono come indicatore della salute degli ecosistemi, sul rumore come forma di inquinamento, e, di contro, sul silenzio come un bene comune da tutelare, condizione che rende possibile l’ascolto e la relazione tra mondo umano e più-che-umano. 

Nato da un dialogo con il Laboratorio di Acustica del Dipartimento di Energia (DENERG) del Politecnico di Torino e con ARPA Liguria, impegnati nella mappatura delle quiet areas, il progetto si è sviluppato attraverso una residenza nel territorio del Parco del Beigua sull’Appennino ligure, riconosciuto come Geoparco Mondiale UNESCO. 

Tramite l’uso di field recording, la ricerca artistica di KMRU esplora il potere dell’ascolto come pratica politica, ecologica e sociale. Attraverso registrazioni ambientali e interviste alla comunità locale del Beigua, Near Silence indaga le trasformazioni del paesaggio sonoro e le molteplici agentività del silenzio: da un lato come ecocidio, soppressione della pluralità di voci del mondo naturale, e dall’altro come risorsa condivisa da proteggere.

Nella composizione, KMRU intreccia i materiali raccolti sul campo con sintesi e processi analogici, lavorando sulle soglie della quiete e su suoni che si avvicinano all’inudibile senza mai raggiungere il silenzio. Vento, insetti, passi, acqua, rocce, uccelli, voci umane, rumore di fondo e lo stesso microfono entrano a far parte dell’opera. La registrazione non è quindi intesa come documentazione trasparente del paesaggio: ogni dispositivo e ogni atto di ascolto introduce una propria presenza, mettendo in evidenza la distanza tra ciò che viene ascoltato, registrato e infine riprodotto.

In apertura al live di Near Silence di KMRU, Filippo Tantillo dialoga con ALMARE mettendo in relazione i temi dell’ascolto, del silenzio, del paesaggio e dell’impatto antropico con le trasformazioni ambientali, sociali e demografiche che attraversano i territori lontani dai grandi centri. La conversazione interroga le aree interne come luoghi da cui ripensare le forme dell’abitare e il nostro rapporto con l’ambiente che ci circonda.

Presentato per la prima volta a Torino per il Festival Spellbound curato da ALMARE, Near Silence arriva a Sensing the Climate al termine di una mini-residenza orientata all’adattamento per l’impianto multicanale di serra madre.


Near Silence è un progetto prodotto e curato da ALMARE realizzato grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando Starter, il Ministero Cultura e la Regione Piemonte; in collaborazione con Kilowatt, Nieuwe Instituut e l’Orto Botanico dell’Università di Torino; e la consulenza scientifica del DENERG – Politecnico di Torino e di ARPA Liguria.

Foto ©ALMARE | Luca Vianello e Silvia Mangosio

data
7/10/2026
orario
21:00
dove
serra madre
biglietti
7€
lingua
italiano, inglese
appartiene a
Listening as Method

ALMARE
Fondata a Torino nel 2017, ALMARE è un’organizzazione dedicata ai linguaggi contemporanei che utilizzano il suono come mezzo espressivo. Lavora all’intersezione tra musica e arte attraverso la progettazione e la produzione di eventi, nuove opere e programmi educativi. Grazie a un metodo fondato sulla collaborazione e sull’interdisciplinarietà, promuove pratiche di sperimentazione artistica che contribuiscono a una più ampia riflessione critica sul presente. Le attività di ALMARE si rivolgono a pubblici trasversali, con l’obiettivo di rendere l’esperienza artistica uno spazio accessibile di conoscenza e partecipazione.

KMRU è un sound artist nato a Nairobi e residente a Berlino la cui pratica si concentra su quegli impulsi che ci invitano a fermarci e prestare attenzione. KMRU si rapporta al tempo con rispetto e attraverso una continua reinterpretazione, trattandolo come parte attiva del processo artistico. Dalle Kiribati, nel Pacifico meridionale, all’isola di Lunkulu, in Uganda, i suoi field recording portano attenzione al quotidiano, privilegiando la relazione allo spettacolo. Le sue architetture sonore spaziano dalle performance dal vivo e dalle opere di lunga durata ai field recording e alle installazioni. KMRU porta lo stesso nome del nonno Joseph Kamaru, tra i primi musicisti folk kenioti a raggiungere una grande popolarità, e si inserisce così in un rapporto con il suono che attraversa più generazioni.

ODEDE è un fotografo e filmmaker di base a Nairobi, il cui lavoro esplora l’intersezione tra moda, narrazione culturale e memoria. A partire da una prospettiva africana contemporanea, la sua ricerca indaga l’identità e le trasformazioni dei paesaggi culturali, dando forma a un lavoro che immagina nuove possibilità di rappresentazione oltre le narrazioni più familiari.

Filippo Tantillo è ricercatore, film-maker e attivista. Esperto di politiche del lavoro e dello sviluppo, da oltre 15 anni lavora con università e istituti di ricerca italiani ed europei allo sviluppo di strumenti di ascolto del territorio e dei fenomeni sociali e di nuove forme di narrazione delle politiche pubbliche. È stato coordinatore scientifico del team di supporto al Comitato Nazionale per le Aree Interne e fondatore di Shortonwork, festival internazionale di webdocumentari presso la Fondazione Marco Biagi di Modena. Fa parte dell’associazione Riabitare l’Italia e del Forum Disuguaglianze e Diversità. Nel 2023 ha pubblicato per Laterza L’Italia vuota. Viaggio nelle aree interne.