Le piante sono in ascolto, e noi? 

Le piante sono in ascolto, e noi?

Gli alberi, scrive Alessandro Chiolerio, scienziato e protagonista del film Il codice del bosco, ospite del secondo giorno del Festival Sensing The Climate, “mostrano intelligenza intesa come percezione e comportamento adattivo”, scambiando continuamente energia e materia con ciò che li circonda.
Diversi studi confermano che le piante sono organismi sensibili, non reagiscono solo alla luce e all’acqua come ci hanno insegnato, ma anche ai movimenti d’aria, alle frequenze prodotte dagli altri corpi e ai suoni che attraversano lo spazio. 

A partire da questa ricerca in evoluzione, Alessandro Chiolerio ha realizzato negli spazi di serra madre un esperimento affascinante: osservare come le piante si correlano tra loro mentre intorno si alternano la musica, le parole, il vuoto e il piano, il silenzio e l’alternarsi della luce. 

Alcune piante presenti nell’impianto acquaponico di serra madre (Alocasia, Felce, Falangio) sono state collegate a sensori che registrano minuscole variazioni elettriche nei tessuti. Questi segnali sono tradotti in frequenze, vibrazioni che raccontano il loro stato fisiologico. Quando due piante mostrano un andamento simile nel tempo, si dice che sono correlate, significa cioè che stanno reagendo in modo sincrono, come se fossero “sintonizzate” su un ritmo comune. 

Chiolerio ha poi confrontato le risposte delle piante in diversi momenti delle 24 ore: durante le prove tecniche, la performance di Anthony Pateras, Silvia Tarozzi e Deborah Walker, il suo talk serale e la mattina successiva, quando è stato riattivato il ciclo dell’acqua dell’impianto acquaponico.

I dati hanno mostrato un comportamento dinamico: la correlazione è molto alta durante le prove e molto bassa quando arriva l’acqua, cioè quando le piante ricevono la risorsa che aspettavano. 

In condizioni serali, quando la luce e l’energia diminuiscono, la correlazione tende a ridursi: le piante sembrano “chiudersi” in sé stesse, rallentando gli scambi elettrici e riducendo la loro comunicazione. Ma durante il talk di Alessandro Chiolerio, alle 19, è accaduto qualcosa di inaspettato: la correlazione è aumentata notevolmente, raggiungendo valori molto più alti di qualsiasi altro momento del giorno. Era sera, non c’erano risorse disponibili, eppure le piante si sono comportate come di solito si comportano di giorno, mostrando maggiore armonia tra loro. Forse la presenza collettiva, l’attenzione e l’emozione del pubblico hanno agito come una forma di risorsa immateriale, capace di modificare l’ambiente stesso. 

Durante la performance di Anthony Pateras si è verificato un altro comportamento interessante: la risposta spettrale delle piante, cioè la distribuzione delle frequenze da loro emesse, risultava quasi identica a quella registrata la mattina successiva, quando è stato riattivato il flusso d’acqua dell’impianto acquaponico. Un allineamento così preciso da far pensare che la musica abbia evocato nel sistema vegetale la stessa risposta fisiologica prodotta dallo scorrere reale dell’acqua, una forma di risonanza profonda tra suono, materia vegetale ed elemento acquatico.

Che cos’è il sistema acquaponico di serra madre

Il sistema acquaponico nasce da una collaborazione con Aquaponic Design, per testare e promuovere un modello di coltivazione sostenibile e circolare, adattabile alla coltivazione di prossimità e quindi perfetto per la sostenibilità alimentare e ambientale delle città, ma anche valido strumento di rigenerazione urbana basato sui principi delle green&blue infrastructure promossi dalla Commissione Europea come soluzioni per rendere le città più sostenibili e vivibili.


L’acquaponica è infatti una tecnica di produzione sostenibile che integra l’acquacoltura con l’idroponica e rispecchia i principi della crescita verde e quelli dell’economia circolare permettendo di produrre ortaggi con una riduzione fino al 90% del consumo idrico. È un metodo promosso anche dalla FAO, che permette la coltivazione di ortaggi in sinergia con l’allevamento di specie ittiche d’acqua dolce. 

Vogliamo sperimentare nuove forme di ascolto e di relazione con l’ambiente. Per continuare a farlo in modo sensibile e realmente utile, ci interessa capire che traccia hanno lasciato in voi le attività del Festival, anche a distanza di tempo.

Ci dedichi 5 minuti? Con questo form ci aiuti a leggere l’impatto di Sensing the Climate e a orientare con maggiore consapevolezza il lavoro dei prossimi mesi.

Grazie mille!