
/ Festival of Ecological Imagination
Dal 1 al 6 ottobre, serra madre, in collaborazione con Johns Hopkins University SAIS Europe e Università di Bologna, inaugura Sensing the Climate, la prima edizione del nuovo Festival of Ecological Imagination, in continuità con il percorso tracciato dalle sette edizioni di Resilienze Festival.
Il festival si ispira a prospettive antropologiche, filosofiche ed ecologiche che mettono in discussione la separazione tra umano e non umano, mente e corpo, natura e cultura.
A partire da queste visioni, attiva pratiche artistiche di world-making che immaginano e costruiscono mondi possibili, fondate sulla cura, la rigenerazione e la reciprocità.
Un invito a decentrarsi, riconoscere le relazioni che ci costituiscono, abitare il presente e immaginare futuri ecologici che superino le dicotomie della modernità.
/ Sensing the Climate
dal 1 al 6 ottobre 2025 in serra madre
Sensing the Climate esplora la crisi ecologica non solo come emergenza ambientale, ma come sintomo di una più profonda disconnessione percettiva, affettiva e culturale. La modernità ha separato l’umano dal vivente, addestrandoci a pensare il mondo come risorsa da sfruttare, anziché come rete di relazioni di cui facciamo parte.
Sensing the Climate propone un cambio di paradigma: conoscere il mondo significa anche sentirlo, attraversarlo con i corpi, con l’immaginazione, con l’ascolto. Ritrovare una sensibilità ecologica significa riconoscere nel corpo un luogo di sapere e nel sentire un atto trasformativo.
4 filoni tematici
Climates of Perception
Come si sente il cambiamento climatico?
Performance, laboratori ed esperienze di ascolto immersivo che mettono al centro il corpo e i sensi per esplorare come percepire e relazionarsi con il cambiamento climatico in maniera non ideologica. Momenti in cui il corpo si fa soglia sensibile e luogo di co-creazione, capace di ascoltare le trasformazioni ambientali.
Who Speaks? Multispecies agency
Chi può parlare della crisi ecologica?
Performance e conversazioni che ibridano ricerca artistica, speculative fiction e documentazione ecologica per riconoscere, e non solo rappresentare, la voce di chi normalmente non parla nei contesti umani. Questo filone apre a immaginari radicali in cui alberi, montagne, animali non sono più sfondo, ma interlocutori e soggetti narranti.
Politics of Care
Come possiamo praticare una cura trasformativa?
Esploriamo la cura come pratica politica ed ecologica, radicata nell’attenzione al vivente e nell’interdipendenza. Come creare spazi rigenerativi, ritmi alternativi, possibilità di attenzione profonda? Il festival stesso si propone come tempo e spazio di cura reciproca.
Geography of Sensing
Da dove si sente il clima?
La crisi climatica non si sente ovunque allo stesso modo. Questo filone dà voce a storie e pratiche situate che svelano le diseguaglianze prodotte dalla cultura del fossile e il loro impatto su corpi e territori. Proiezioni e conversazioni raccontano la crisi da punti di vista scomodi e non dominanti.
Ripartiamo dai sensi
A partire da una visione incarnata e relazionale della conoscenza, il Festival attiva pratiche che coinvolgono i corpi, i sensi, l’ascolto come strumenti per riconnettersi con il vivente.
Artist3, scienziat3, musicist3 e performer sono invitat3 a creare esperienze immersive che riattivino una relazione sensoriale: dalla musica sperimentale che traduce l’eco degli incendi delle foreste australiane, alle performance che esplorano la porosità tra corpo e ambiente, fino a pratiche di ascolto profondo che ci avvicinano al respiro del pianeta.
Sensing the Climate è un’esplorazione delle tematiche ecologiche plurale, situata, sensibile.
Rispondere alla crisi climatica richiede un modo di essere nel mondo diverso, capace di onorare la forza di apprendimenti situati e trasformativi. Per questo, il Festival non è solo uno spazio di confronto, ma un ecosistema di pratiche.
Immersioni sensoriali nel paesaggio, performance che indagano la memoria dell’acqua e delle piante, laboratori che attivano esperienze incarnate del nostro mondo percettivo: tutto contribuisce a ricostruire una sensibilità ecologica fatta di ascolto, presenza e relazione.
“There is no fancy engineering that’s going to get us out of this mess. The solution lies in our relationship with nature.“
Suzanne Simard
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