Nasce a Bologna un laboratorio di mondi possibili, un luogo e un tempo di formazione e confronto dove teoria e pratica si fondono per esplorare nuove alleanze tra sapere scientifico, pratiche artistiche e pensiero ecologico.

Un ambiente educativo e un percorso di apprendimento in cui comprendere la crisi ambientale come la crisi di una cultura, in cui adottare un approccio intersezionale per interrogare le dinamiche di potere nelle politiche climatiche, superare le polarità del dibattito attuale caratterizzate da una visione lineare e dualistica e immaginare come andare oltre le logiche estrattive di produzione e consumo.

Dal 19 al 21 giugno 2025 a Bologna

Il mondo che conoscevamo si sta trasformando a una velocità senza precedenti.

L’aumento delle temperature globali, in anticipo rispetto alle previsioni, riscrive i modi in cui conviviamo, sfidando vecchi confini tra umano e non umano, natura e cultura. Servono spazi di disapprendimento, per poter comprendere le radici dei problemi, sperimentare nuovi modi di stare in relazione nella complessità, per tornare a immaginare un presente e un futuro desiderabili basati su relazioni non estrattive con il mondo umano e più che umano.

Alternative per un pianeta a +1,5°C

Una masterclass di tre giorni a cura di serra madre: un invito a ripensarci non più come individui isolati, ma come corpi in relazione con la materia viva del pianeta, parte di un intreccio di forze e trasformazioni che ci attraversano e ci compongono.

School of Ecological Imagination nasce dall’esperienza della Scuola di Resilienze, di cui vedete qui sotto alcuni momenti del 2023 e 2024 tra workshop, formazione e convivialità.

Tre giornate tematiche

Alternative per un un pianeta a +1,5°c: visioni, strumenti e alleanze possibili

Giovedì mattina. Guardare all’Italia, guardare al Mediterraneo: politiche climatiche e diritti per una giusta transizione

Giovedì 19 giugno / ore 9:30-13:30

Le politiche climatiche non sono solo una questione ambientale, ma intrecciano distribuzione del potere, diritti e nuove alleanze. Per una transizione ecologica realmente giusta, e per invertire il trend che associa le politiche verdi a una polarizzazione dei consensi, è necessario ripensare le politiche in relazione ai territori e alle comunità, riconoscendo le intersezioni tra crisi climatica e giustizia sociale.

Esercizi di disapprendimento per una nuova ecologia del sapere con Marie Moïse 
Iniziamo la scuola con un laboratorio per smantellare le cornici epistemologiche dominanti e riconoscere ciò che diamo per scontato. Attraverso il corpo, esploreremo la produzione di conoscenza situata e le dinamiche tra individualità e collettività, lavorando sulle relazioni che nasceranno durante formazione. 

Politiche per la giusta transizione: intersezioni tra giustizia climatica e sociale con Giulia Colafrancesco e Gabriele Cassetti di ECCO Climate
Una narrativa chiara e una strategia basata sulla realtà delle persone sono fondamentali affinché le politiche climatiche siano comprese e producano effetti concreti e migliorativi sia sul piano ambientale che su quello sociale. Ma quali strategie possono garantire che le politiche ambientali siano giuste anche sul piano sociale? Quali sono le opportunità che emergono da una comunicazione chiara e responsabile sulla crisi climatica e i processi di decarbonizzazione? Un’analisi delle relazioni di potere e delle interconnessioni sovraterritoriali in gioco per immaginare strumenti di transizione che siano realmente inclusivi ed efficaci.

Venerdì mattina. Transizione o colonizzazione verde? Forme di convivenza e modelli di comunicazione tra conflitto e negoziazione

Venerdì 20 giugno / ore 9:30-13:30

Come rendiamo la transizione ecologica un percorso condiviso, senza riprodurre logiche di (ri)colonizzazione verde? In un pianeta che ha già superato +1,5°C, la convivenza tra specie e comunità umane si gioca sul delicato equilibrio tra conflitto, negoziazione e alleanze possibili.

Transizione ecologica: tra informazione, conflitto e nuove alleanze con Elisabetta Tola, Marco Boscolo e Giulia Bonelli di FactaEu insieme a Francesco Scarel, founder di Liminal Research, associazione culturale che esplora la comunicazione scientifica attraverso linguaggi STEAM e Raffaele Angius, giornalista, co-founder di Indip e docente di Privacy e Protezione dei Dati nel Master in Data Protection, Cybersecurity e Digital Forensics dell’Università di Perugia.

Attraverso inchieste giornalistiche e casi concreti, analizzeremo il sottile confine che esiste tra transizione verde e nuove forme di appropriazione delle risorse. Qual è il ruolo della comunicazione in questo scenario? Come gli strumenti di dialogo, negoziazione e deliberazione possono orientare processi di trasformazione realmente inclusivi?
Un laboratorio per sperimentare come negoziazione e comunicazione siano strumenti necessari per agire nella complessità della crisi climatica e superare il pensiero binario che, contrapponendo bene e male, essere umano e natura, passato e presente, genera contrapposizioni invece che nuove alleanze.

Sabato mattina. Oltre l’eccezionalismo umano: per un’ecologia dell’intelligenza artificiale

Sabato 21 giugno / ore 9:30-13:30

Quale ruolo può avere la tecnologia nel ripensare la convivenza tra umani e più-che-umani?

L’intelligenza artificiale e i sistemi tecnologici possono contribuire alla comprensione reciproca e all’interdipendenza oppure rischiano di rafforzare l’eccezionalismo umano e le gerarchie tra i viventi. In questo spazio di confronto esploreremo come costruire un’ecologia della tecnologia che non sia dominio ma relazione, ascolto e coesistenza.

Decostruire l’antropocentrismo tecnologico: pratiche artistiche e comunitarie per un’ecologia della tecnologia con Andrea Cattabriga e Marco Mancuso

Andrea Cattabriga, designer, ricercatore all’Università di Bologna e fondatore di Relaîa, una startup che sviluppa strumenti di intelligenza artificiale per la ricerca e la conoscenza collettiva, ci mostrerà modelli alternativi che intrecciano AI, comunità e saperi situati. Attraverso esempi concreti, rifletteremo di come infrastrutture digitali e relazioni locali possano convergere in un approccio non antropocentrico e non estrattivo alla tecnologia.

A dialogare con lui sarà Marco Mancuso, critico e curatore indipendente. Partendo dal lavoro di artisti e artiste contemporanee che con il loro lavoro mettono in discussione le narrative e gli utilizzi dominanti della tecnologia, ci immergeremo in forme di pensiero che attraverso la pratica, sperimentale o speculativa, mostrano alternative decentrate, collaborative, relazionali ed ecologiche.

Attraversando teorie e casi concreti la mattinata offrirà strumenti per immaginare pratiche tecnologiche non estrattive, basate su modelli decentralizzati e comunitari. Verranno analizzate le implicazioni del colonialismo digitale e presentate sperimentazioni artistiche che ridefiniscono i confini stessi della tecnologia, suggerendo nuove alleanze multispecie e forme di intelligenza ecologica.

I pomeriggi. Laboratorio a cura del collettivo Mali Weil

Giovedì, venerdì e sabato
ore 15:00-17:30

Durante i pomeriggi della Scuola ci dedicheremo a esplorare le Diplomazie Interspecie come strumento operativo per rispondere alla crisi che stiamo vivendo e alle diverse forme di oppressione che coinvolgono i viventi e gli squilibri di potere coinvolti.
 
In questo percorso, rifletteremo su come queste dinamiche influenzano il modo in cui pensiamo noi stessə e come possiamo trasformare il nostro punto di vista, in particolare in relazione ai nostri corpi umani e altro dall’umano. Saranno spazi di immaginazione collettiva alimentati da letture condivise e dagli spunti narrativi della pratica di Mali Weil, nell’ottica di costruire e riconoscere una socialità interspecie e definire una base per la costruzione di forme politiche e legali comuni a umani e altri dall’umano.
 
Durante i laboratori, ci concentreremo su come il corpo umano, tradizionalmente pensato come separato e superiore, possa essere ripensato come parte di una rete di relazioni interspecie. Lo esploreremo come sistema metabolico, in connessione con gli altri esseri viventi, per riflettere su come le pratiche ecofemministe e le nuove ecologie possano trasformare la nostra comprensione delle dinamiche di potere e favorire un cambiamento radicale nei nostri rapporti con il vivente.

A chi si rivolge

A chi desidera partecipare e contribuire alla transizione ecologica, dentro alla PA, a un’impresa o nella comunità in cui opera.

A chi vuole ridisegnare gli spazi e le modalità di vita, di socialità, di consumo e di lavoro in maniera ecologica, relazionale, conviviale.

A chi fa ricerca su questi temi e crede nella necessità di un dialogo tra discipline artistiche, umanistiche e scientifiche. 

A chi deve comunicare la sostenibilità o la scienza del clima e vuole andare oltre i numeri

A tutti coloro che vogliono comprendere la crisi climatica, oltre i miti e le narrazioni dominanti, e immaginare soluzioni innovative, radicali e desiderabili, andando alla radice del problema. 

A tutti coloro che vogliono comprendere la crisi climatica, oltre i miti e le narrazioni dominanti, e immaginare soluzioni innovative, radicali e desiderabili, andando alla radice del problema. 

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Per professionisti e studenti


Early bird

Per 1 persona

Entro il 5 maggio

300 €


Quota integrale

Per 1 persona

Entro il 30 maggio

400 €


Per aziende ed enti


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Per 1 persona

Entro il 30 maggio

400 €


Quota doppia

Per 2 persone

Entro il 30 maggio

600 €


Dove si svolgono le giornate

serra madre si trova nel complesso delle Serre dei Giardini Margherita a Bologna, sono uno spazio rigenerato e centro culturale ibrido nel centro di Bologna che prende vita nei 650 metri quadrati riqualificati delle ex serre comunali.

Abbiamo deciso di fare della sostenibilità ambientale una delle leve di rigenerazione dello spazio, di riattivazione delle relazioni e di risignificazione del luogo.

Imparando dalla natura, che gestisce sistemi complessi creando incredibili equilibri basati su relazioni multiple, vogliamo che Le Serre siano un luogo di rispetto, equilibrio, cura delle relazioni e tutela dell’ambiente. Qui vedete alcune foto di serra madre e degli spazi della School of Ecological Imagination

Le edizioni precedenti

2024. Relazioni rigenerative

L’edizione 2024 della Scuola ha proposto un’immersione nelle relazioni rigenerative del vivente, per riattivare immaginari alternativi all’antropocentrismo e alla cultura del fossile. Attraverso il dialogo tra arte, scienze umane e ricerca, la Scuola ha offerto strumenti per abitare in modo consapevole il disordine del presente, esplorando forme di coesistenza, modelli di biodiversità e pratiche di cura provenienti dall’agroecologia, dagli oceani, dalle foreste e dalle conoscenze ancestrali.

2023. Nuovi sguardi sulla neutralità climatica

La prima edizione ha affrontato in modo critico l’orizzonte della neutralità climatica, interrogandosi su cosa significhi davvero raggiungere il net-zero e quali immaginari possano sostenerlo. A partire dal contesto europeo e dalla sfida lanciata alle città di raggiungere la neutralità entro il 2030, la Scuola ha proposto un approccio culturale alla transizione ecologica, rifiutando soluzioni tecniche riduzioniste e affermando la necessità di reinventare linguaggi, relazioni e forme di convivenza tra natura e cultura.